
Ieri sono ritornato per la terza volta consecutiva a Vergato, ma quando una zona è bella e lo merita non è mica un sacrificio! Questa volta con me c’è Renato. Appuntamento alle otto a Decima, ma non avevamo previsto il repentino calo di temperatura. Alle otto c’erano -5° e guardando verso sud est si vedeva il nostro Cimone con la cima imbiancata che sembrava proprio il Fujiyiama. Quando arriva Renato mi confida che è stato li lì per mandare a se stesso un sms dicendo che rinunciava. Troppo simpatico. Per farci coraggio decidiamo di scendere verso sud finché troviamo una temperatura umana. Partiamo e quando arriviamo a Vergato e la temperatura è – 2° decidiamo che è quasi caldo e ci fermiamo. Facciamo il giro che ho fatto domenica scorsa con Fabio tralasciando il tormentato sentiero 190 ed il risultato è ottimo. Ad un certo punto della discesa troviamo un paio di passaggi tecnici. Il primo lo affrontiamo senza problemi, ma il secondo più difficile ci porta a qualche dubbio. Come si fa di solito scendiamo dalle bici e “tastiamo “ il terreno “questo si fa , quasi quasi ci provo“ insomma le solite cose , poi Renato scende ancora di qualche metro e puff, sparisce dal sentiero! Nascosto dalle foglie c’èra un trappolone che ha inghiottito Renato con bici compreso. Come dice Jack Nicolson nel film “non è mai troppo tardi “ mai fidarsi delle scoregge! Per concludere, anche se corto è un giretto divertente, ma ho già visto tante altre alternative da esplorare! 20 km e 715 metri di dislivello e tanta voglia di serenità! Grande Renato che ha affrontato in sella delle rampe al 24% senza ( quasi ) problema e in discesa…… non si tiene più, ma attento ai trappoloni……
Perche mi hai tagliato il video adesso dobbiamo ritornarci il più presto per rifarlo
RispondiEliminaRenato